Dal globale al locale, fino alla comunità: l'evoluzione di un'insegnante Intervista a Silvia Zaghi Fellow di Teach For Italy

Dal globale al locale, fino alla comunità: l’evoluzione di un’insegnante

Dare voce a ogni studente, superare i bias e creare alleanze con le famiglie. Silvia Zaghi racconta i frutti di due anni di Fellowship e il suo futuro da Alumna di Teach For Italy

Un anno fa Silvia Zaghi, docente Fellow di Teach For Italy, ci aveva raccontato i suoi primi passi nel programma, condividendo le sfide e i successi nel trasformare il dissenso in classe in un’opportunità di crescita civica.

Silvia è insegnante in una primaria di Ferrara, in un territorio di frontiera e di grande ricchezza sociale che si estende a nord della città fino alle rive del Po e che accoglie alunni e alunne anche dai comuni veneti vicini. È un’area segnata da importanti flussi migratori e interventi di urbanistica popolare, che hanno dato vita a una popolazione scolastica estremamente eterogenea. In questo contesto, la multiculturalità rappresenta la vera grande opportunità educativa: circa il 58% degli studenti e studentesse della sua scuola proviene da 20 Paesi diversi, a cui si unisce la presenza di una storica comunità Sinti.

Lavorare in aule così eterogenee richiede un impegno costante per costruire inclusione e collaborazione. Oggi, a poche settimane dalla conclusione del suo biennio di Fellowship, Silvia torna per fare un bilancio della sua evoluzione personale e professionale, raccontandoci come il suo lavoro si sia evoluto dall’aula all’intero quartiere.

In una classe di preadolescenti che si stanno sperimentando con la definizione dell’identità, le relazioni amicali e il confronto con gli adulti, le opinioni divergenti continuano ad essere all’ordine del giorno.


Queste diventano occasioni per sperimentare il dialogo, la democrazia e la riflessione: che sia per scegliere quale gioco condividere nel momento dell’intervallo o per definire gli accordi di classe, la necessità di cambiamento viene fatta emergere attraverso l’analisi dei punti di forza e di contrasto della situazione di partenza, per trovare insieme delle proposte alternative che poi vengono votate.


Anche i comportamenti individuali vengono analizzati, in un clima di fiducia rispetto alla possibilità dell’alunno o dell’alunna di mettere in atto agiti che facciano emergere i propri punti di forza.

L’esperienza formativa dello scorso anno ci è stata estremamente utile per progettare in modo migliore quella di quest’anno, che è stata inserita come proposta formativa in servizio sia per i e le docenti che per il personale educativo nei mesi tra ottobre e dicembre, in modo da accompagnare l’inizio dell’anno scolastico e la definizione dei Piano Educativo Individualizzati.

Siamo partite da un questionario conoscitivo, proposto a tutte le figure di sostegno dell’Istituto, nel quale si potevano indicare l’esperienza pregressa e i bisogni formativi, anche alla luce delle assegnazioni alle classi.

Sulla base di questo questionario abbiamo individuato tre gruppi di lavoro paralleli, in modo da poter valorizzare le competenze pregresse, rispondere alle necessità emerse e, attraverso attività pratiche, dare la possibilità di costituire gruppi di lavoro per team o per necessità affini: il primo gruppo si è quindi concentrato sulle informazioni generali e sugli strumenti pratici per chi per la prima volta si approcciava al mondo dei bisogni educativi speciali; il gruppo con una precedente esperienza ha sperimentato strumenti più specialistici; le colleghe con un bagaglio esperienziale decisamente solido ha raccolte e catalogato in una repository una serie di strumenti digitali (mappe, bibliografie, attività pronte all’uso in CAA…) affinché diventassero patrimonio condiviso tra tutte le figure scolastiche.

Contestualmente agli incontri, era anche possibile richiedere dei momenti di confronto, individuali o in piccolo gruppo/team, che hanno permesso a noi Funzioni Strumentali di accompagnare ancora più da vicino i team che si trovavano a fronteggiare situazioni particolarmente complesse o avevano piacere di ricevere suggerimenti su temi specifici, come l’utilizzo di storie sociali o della token economy.


L’obiettivo per il prossimo anno scolastico, definito anche sulla base dei feedback ricevuti e sull’analisi dell’andamento della formazione, così come delle necessità emerse nel corso dei mesi, ci ha portate a pensare di strutturare un accompagnamento differenziato e più calato nei contesti, che possa durare tutto l’anno e modificarsi a seconda delle necessità.

In occasione della restituzione all’interno della classe dei dati del MEL, l’indagine di Monitoraggio, Valutazione e Apprendimento (Monitoring, Evaluation, and Learning) per valutare l’impatto di Teach For Italy su insegnanti, studenti e scuole, ho fatto un focus sulla presenza nel mondo della rete Teach For All, nominando tra gli altri i Paesi di provenienza delle famiglie di alunni e alunne, e insieme abbiamo fatto una stima di quanti compagni e compagne stanno condividendo con loro questo percorso.

Vedere lo stupore nei loro occhi per i numeri di studenti e studentesse raggiunti e per questa inaspettata forma di connessione, mondiale e con i paesi di origine, mi ha dato l’idea di quanto questo programma sia importante per la valorizzazione di aspetti identitari che spesso rischiano di essere sottovalutati.


Il mio biennio di Fellowship sta corrispondendo all’ultimo biennio con questa classe prima del passaggio alla Secondaria: sono grata di aver avuto la possibilità di ricevere spunti e strumenti da portare in classe per contribuire a sostenere i loro “sogni in grande” e la loro possibilità di diventare leader, in qualunque posto nel mondo si troveranno a vivere.

Uno degli aspetti su cui mi focalizzo maggiormente è il dare la possibilità a ciascuno studente e studentessa di far sentire la propria voce: sia per rispondere a una domanda disciplinare o per esprimere la propria opinione, cerco di ricordare in ogni momento quanto sia facile perpetrare involontariamente le dinamiche per cui ci sono alunni o alunne che emergono costantemente ed altri o altre che invece faticano a trovare lo spazio per prendere la parola.

Insegno alla Primaria, quindi utilizzando i numeri della tombola pescati casualmente da ciascuno o ciascuna, o seguendo il percorso del “serpente” tra i banchi, ogni elemento della classe sa che arriverà il proprio turno per parlare.

Questo si ricollega a un altro elemento che ho imparato essere fondamentale: andare oltre alle apparenze, che possono dipendere in modo inconsapevole dai nostri bias, e quindi metterci in discussione. Chiederci se i comportamenti che vediamo possano dipendere da situazioni che ignoriamo (paure, frustrazioni) o dal nostro modo di porci e di fare lezione, così come confrontarci in maniera costruttiva con colleghe e colleghi rispetto alle strategie che funzionano o meno credo possano essere piccoli esempi di come la nostra azione educativa possa realizzarsi in maniera più responsabile ed equa.

Il quartiere in cui è inserito il Plesso in cui lavoro risulta ancora poco coeso e la partecipazione delle famiglie alla vita scolastica è poco attiva.
L’investimento di quest’anno, personale e di Istituto, che necessariamente si protrarrà anche negli anni a venire, è la definizione di alleanze educative strutturate tra scuola, famiglie e territorio che aumentino la partecipazione, il senso di appartenenza e la possibilità di essere promotori e promotrici di impatti positivi duraturi nel quartiere.

Queste alleanze si stanno concretizzando attraverso la partecipazione alla definizione di Comitato territoriale di quartiere per promuovere la presa in carico collettiva delle necessità portate dagli abitanti del contesto in cui è inserita la scuola, la calendarizzazione di momenti di dialogo tra scuola e famiglie rispetto a temi significativi (l’utilizzo delle tecnologie, il passaggio tra ordini di scuola) che diventano occasioni di riflessione rispetto alle risorse individuali e collettive che si possono mobilitare, la ristrutturazione degli spazi scolastici come occasione di incontro, cura del bene collettivo, valorizzazione delle risorse professionali.

Silvia Zaghi
Fellow 2024 – Teach For Italy

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