Come può un Dirigente Scolastico coinvolgere i docenti nel cambiamento collettivo?
Da docente a Dirigente Scolastica, Cristina Fanara, Alumna 2023 di Teach For Italy, condivide spunti per coinvolgere un’intera comunità scolastica applicando agli adulti la “lente” appresa durante il programma di Fellowship di Teach For Italy.
Cosa succede quando la visione trasformativa di un insegnante incontra la responsabilità di guidare un’intera scuola? La dirigenza può trasformarsi in un potente moltiplicatore di impatto.
È questa la consapevolezza che guida l’azione di Cristina Fanara, Alumna 2023 di Teach For Italy. Entrata nel programma come docente già di ruolo selezionata in Sicilia, Cristina ha vissuto un biennio di sviluppo del mindset e delle competenze. Al termine del suo percorso da Fellow con Teach For Italy, nel 2025, ha superato il concorso diventando Dirigente Scolastica presso un istituto superiore a Palazzolo Acreide, in provincia di Siracusa.
In un territorio complesso, l’unica scuola del paese, che raccoglie ben sette indirizzi diversi (dai licei ai professionali, fino a una sezione carceraria), Cristina ci dimostra ogni giorno che fare il Dirigente non significa allontanarsi dalla classe, ma rappresenta un altro modo per avvicinarsi alla scuola per abbattere le disuguaglianze su larga scala.
Non un cambio di etichetta, ma un “cambio di scala”
L’aspirazione di Cristina è sempre stata una, lasciare il mondo un po’ migliore di come l’aveva trovato. Durante gli anni in aula, e grazie alla Fellowship di Teach For Italy, aveva toccato con mano il potere trasformativo dell’educazione. Ma l’approdo alla dirigenza le ha svelato un nuovo livello di intervento.
“La dirigenza non la vivo come un cambio di etichetta o un avanzamento professionale, la vivo proprio come un cambio di scala“, racconta Cristina. Il ragionamento è semplice quanto potente, se il lavoro con una singola classe ha un impatto profondo, creare le condizioni affinché l’intero corpo docenti lavori bene innesca una reazione a catena. Come sottolinea, “Nel fare il dirigente c’è un effetto volano, c’è un effetto moltiplicatore […] Se io lavorassi sui docenti e con i docenti, probabilmente raggiungerei lo stesso risultato moltiplicandolo”.
La lente della capacitazione: dagli studenti ai docenti
La vera rivoluzione dell’approccio di Cristina sta nel metodo, l’aver trasformato gli ideali educativi in strumenti pratici. La scoperta più grande è stata capire che la “lente della capacitazione”, ovvero guardare all’altro puntando sulle sue potenzialità, sulla sua autonomia e responsabilità, funziona perfettamente anche con gli adulti.
In un sistema in cui spesso gli insegnanti si sentono controllati o mossi solo dall’adempimento burocratico, l’approccio di Cristina ribalta il paradigma: “Io non ti controllo, non ti valuto, ma ti do la possibilità di esprimere il meglio di te e ti creo le condizioni perché questo avvenga“.
Quando un docente si presenta per lamentarsi di una classe difficile, la risposta della Dirigente non è una soluzione calata dall’alto, ma una domanda che restituisce agency (ossia la capacità di agire): “Lei, prof, come lo risolverebbe questo problema? Qual è la sua idea?”.
Trattando i docenti come professionisti seri e capaci, rendendoli partecipi della costruzione dell’ambiente scolastico, danno il meglio di sé, esattamente come gli studenti. “La scuola la si deve sentire come uno spazio che stiamo costruendo insieme. Questo è il punto”.
La scuola cambia con noi
Per stimolare questa nuova mentalità, Cristina ha lanciato un gruppo di lavoro volontario, aperto a tutti i docenti, con un solo mandato, fare brainstorming proponendo idee creative e provando a realizzarle.
La risposta è stata sorprendente. Si sono creati gruppi trasversali che hanno visto l’unione di docenti di indirizzi diversi, inclusi molti insegnanti di sostegno. Il risultato? L’ideazione di un grande evento aperto al territorio che i docenti stessi hanno intitolato, non a caso, “La scuola cambia con noi”.
Questo è un esempio di leadership collettiva, non è il dirigente da solo a cambiare la scuola, ma è chi stabilisce la rotta e mette la comunità nelle condizioni di costruire il proprio progetto pedagogico. Come ci ricorda Cristina, la burocrazia e le norme ci sono, “diventano però una cornice. Al centro c’è il lavoro di capacitazione sempre e comunque”.
Cristina Fanara
Alumna 2023 – Teach For Italy


