Insegnare nei CFP: cosa significa, sfide e strategie contro la dispersione scolastica
Storie di riscatto all’interno dei Centri di Formazione Professionale
Spesso si parla di dispersione scolastica e di ragazzi “difficili”, ma cosa accade quando si entra in classe e si guarda negli occhi chi in un certo modo si è sentito rifiutato? A questa domanda ha risposto Lorenzo Scarabattoli, Alumno 2022 di Teach For Italy, ospite del podcast Scelte Superiori su Rai Radio 1 condotto da Paola Guarnieri.
Lorenzo insegna all’Enaip di Torino, un Centro di Formazione Professionale (CFP) che rappresenta una realtà educativa fondamentale ma spesso poco raccontata. Qui i banchi non sono solo sedie, ma postazioni di lavoro a tutti gli effetti, e gli studenti arrivano con un bagaglio spesso molto pesante.
“Gran parte dei ragazzi dei CFP sono studenti con vite personali molto difficili”, spiega Lorenzo. “Molti di loro hanno perso anni scolastici, più volte bocciati, quindi arrivano a scuola con sfiducia verso se stessi, verso il mondo, verso la scuola stessa”.
La sfida, in questi contesti, è ribaltare questa narrazione interiore. Non si può iniziare dalla teoria astratta quando manca la base emotiva. La strategia di Lorenzo è infatti piuttosto chiara: “Parto dai loro interessi, da quello che sanno già fare, dove si sentono già forti”. Andare quindi oltre la lezione frontale, lasciando spazio a quel fare che sa di concreto. “Sono ragazzi che hanno bisogno di fare”, continua Lorenzo. Anche materie teoriche come la storia diventano laboratori di ricerca attiva. “Le attività che propongo sono attività collaborative, dove io ad esempio non spiego direttamente cosa sono le fonti, ma sono loro che cercano di analizzarle insieme al gruppo, verificando quale sia quella più attendibile rispetto a un’altra, così da cogliere quali siano i punti fondamentali”.
Questo approccio pratico si sposa con la vocazione professionalizzante dell’istituto. Lorenzo descrive come le ore in aula si alternino a quelle in laboratorio, ad esempio per l’indirizzo di acconciatura. “Imparano proprio a fare gli shampoo, a capire quale tipologia di prodotti utilizzare […] non lo imparano teoricamente solo, cioè non stanno solamente davanti al libro, ma piuttosto passeranno tante ore in salone”.
La relazione come chiave di volta
Tuttavia, prima ancora delle competenze tecniche, c’è un muro da abbattere. “La sfida più grande è quella di agganciare il ragazzo”, ammette Lorenzo. Spesso gli studenti mettono alla prova gli adulti, convinti che a nessuno importi davvero di loro. Il compito del docente Fellow diventa quindi dimostrare, giorno dopo giorno, una nuova alleanza educativa: “Far capire che io non sono là per andare contro di loro, ma sono là per loro, per la loro crescita”.
È un lavoro di pazienza che dà frutti inaspettati. Lorenzo ricorda con emozione il percorso di una sua studentessa che, al primo anno, faticava a frequentare: “Non veniva quasi mai, non si svegliava… dovevamo chiamare spesso la famiglia”. Eppure, grazie alla tenacia la ragazza è fiorita: “Siamo arrivati al terzo anno che lei ha deciso di continuare… ma addirittura ha deciso anche di candidarsi per un progetto Erasmus grazie a quella fiducia in se stessa”.
Spesso le famiglie vedono la scelta dei Centri di Formazione Professionale come una serie B.
Quali parole usi durante l’orientamento per far capire ai ragazzi (e ai genitori) che scegliere un percorso pratico non significa rinunciare all’ambizione, ma valorizzare un diverso tipo di intelligenza?
“Teoria” e “Pratica” sono le due parole che uso di più quando presento le diverse tipologie di scuole secondarie di secondo grado. Cerco di porre l’attenzione sulla diversità delle scuole in funzione delle loro materie di insegnamento e delle metodologie didattiche che potranno incontrare. Propongo attività e riflessioni che possano aiutare i ragazzi e le ragazze delle terze medie a individuare le loro attitudini e le loro ambizioni.
Porto testimonianze e storie di persone che grazie al percorso dei CFP sono riusciti ad inserirsi nei contesti lavorativi che speravano. Scegliere un Centro di formazione Professionale non è rinunciare alle proprie ambizioni, ma è un altro modo per realizzare i propri sogni. Chi sente la necessità di imparare facendo e di partecipare a continue attività laboratoriali, non può che iscriversi in un Centro di Formazione Professionale.
Hai detto che nei primi anni “le classi sfidano gli insegnanti” per vedere se ci tieni davvero.
C’è stato un momento specifico o un episodio particolare nel tuo percorso nei CFP in cui hai capito di aver superato quella barriera di diffidenza con la classe? Cosa ti porti a casa da questa esperienza e che consiglieresti ai nuovi docenti Fellow?
Sì, ci sono stati dei momenti in cui ho sentito di superare la barriera di diffidenza, ma non sono stati momenti precisi e definitivi. È un costante costruire, un flusso di incontri che necessita di cura e costanza. Da questa esperienza mi porto la consapevolezza che le relazioni con le classi devono essere costruite con attenzione e pazienza. Ai nuovi docenti Fellow auguro di mantenere vivo il perché profondo che li ha portati a candidarsi a Teach For Italy, solo così riusciranno a creare quel ponte con le “classi sfidanti” che porta al successo formativo.
Troppo spesso i Centri di Formazione Professionale vengono raccontati come scuole di “serie B”. La realtà che Lorenzo ci descrive è però diversa in quanto questi spazi rappresentano dei veri e propri laboratori di futuro, luoghi in cui l’intelligenza pratica si trasforma in competenza reale e spendibile lavorativamente.
Come Teach For Italy siamo presenti in queste aule perché crediamo che ogni studente meriti di scoprire il proprio talento. Attraverso una didattica innovativa e un supporto costante, i nostri Fellow lavorano affinché quel saper fare diventi la chiave per l’autostima e per diventare cittadini consapevoli, con capacità critiche e la volontà e la spinta a costruire, a loro volta, una società giusta ed equa.
Cerchiamo persone pronte a mettersi in gioco per contrastare le disuguaglianze e costruire una scuola davvero equa. Se anche tu, come Lorenzo, vuoi essere parte attiva di questo cambiamento, invia la tua candidatura per il programma di Fellowship.
Lorenzo Scarabattoli
Alumno 2022 – Teach For Italy


