Educazione climatica: il futuro si fa insieme
Due Alumne della rete di Teach For All raccontano sfide e consigli su come portare l’educazione climatica in classe e trasformarla in azione concreta.
Il cambiamento climatico è una delle sfide più importanti e urgenti del nostro tempo, e la scuola ha un ruolo chiave nel prepararci ad affrontarlo. Attraverso l’educazione ragazzi e ragazze possono capire cosa sta succedendo al nostro pianeta e imparare a mettere in atto azioni concrete per fare la differenza. In tutto il mondo insegnanti e scuole stanno cercando modi nuovi e creativi per inserire l’educazione climatica nei programmi scolastici e nelle attività extracurriculari. Spesso lavorano con risorse limitate e in contesti difficili, ma condividono la convinzione che conoscere il problema sia il primo passo per cambiare le cose.
Per questo alcuni Alumni e Alumne di Teach For Italy impegnati sul tema del Climate Change hanno realizzato questa doppia intervista a due Alumne della rete internazionale di Teach For All:
Tamara Grigoryan, Alumna di Teach For Armenia, che ha ideato un progetto innovativo per rendere più chiari e concreti i temi legati al clima agli studenti e alle studentesse.
Yasmina Noureddine, Alumna di Teach For Lebanon, ha promosso attività fuori dalle aule e materiali didattici per sensibilizzare studenti e insegnanti, in un paese dove il cambiamento climatico fatica a entrare nell’agenda politica.

INTERVISTA A TAMARA GRIGORYAN (TEACH FOR ARMENIA)
Quali sono state le sfide principali che hai affrontato?
Una delle sfide principali è stata che questo argomento è ancora abbastanza nuovo e poco esplorato nel nostro contesto. Ci sono poche risorse disponibili, specialmente in Armenia. È stata anche una sfida pensare a come presentare il contenuto agli insegnanti in modo accessibile e pratico.
Quali risultati hai notato finora?
Durante la mia ricerca, ho capito quanto sia importante questo argomento. Ho scoperto che, se presentato in modo accessibile e riconoscibile, può davvero catturare l’interesse degli studenti. Se gli studenti capiscono il significato della questione, iniziano a pensarci in modo più critico. Questo può portarli a diventare più responsabili e a intraprendere azioni significative nella loro vita di tutti i giorni.
Che consiglio daresti agli insegnanti che vogliono portare l’educazione climatica in classe?
Consiglierei di mostrare agli studenti perché l’argomento è importante, collegandolo a esempi reali tratti dalle loro vite e comunità. Aiutarli a vedere che non è qualcosa di astratto o lontano. E, oltre a fornire solo conoscenze teoriche, assicurarsi di includere attività pratiche e concrete, spesso sono quelle che ispirano e motivano veramente gli studenti a impegnarsi.
Come è cambiato il tuo punto di vista rispetto a quando hai iniziato il progetto?
A prima vista, l’argomento può sembrare semplice e ampiamente discusso. In realtà, è molto profondo, importante e richiede uno studio approfondito. Esplorarlo nel contesto locale aiuta a capire meglio le sfide e le opportunità della propria comunità. È anche un argomento che ti permette di sentirti connesso al mondo, non importa dove tu viva.
Tamara Grigoryan
Alumna – Teach For Armenia


INTERVISTA A YASMINA NOUREDDINE – TEACH FOR LEBANON
Quali sono le sfide principali che hai affrontato?
La sfida principale che affrontiamo è l’assenza di azioni per il clima nelle agende politiche del Libano. Il nostro Paese è appena uscito da una guerra e molte persone sono state sfollate, quindi, principalmente, le persone al comando non considerano queste questioni come una priorità, specialmente per quanto riguarda le attività educative. Tuttavia, abbiamo fatto del nostro meglio per integrare l’educazione climatica nel nostro lavoro, coinvolgendo le scuole partner attraverso i nostri Fellow. Hanno così organizzato attività extracurriculari sul cambiamento climatico e creato materiali didattici interattivi che promuovono comportamenti rispettosi dell’ambiente.
Quali risultati hai notato finora?
È stato difficile partire da zero con le risorse, ma ora siamo in procinto di finalizzare tutto. Anche il cambiamento tra Fellow e studenti è stato evidente. Molti di loro hanno iniziato a sviluppare un senso più forte di responsabilità ambientale e a dare il via alle proprie attività extracurriculari sull’educazione al clima, come iniziative di riciclo, concorsi e attività di sensibilizzazione. Sebbene siamo ancora nelle fasi iniziali, il cambiamento di mentalità e il crescente entusiasmo tra i giovani ci danno la speranza che i nostri sforzi stiano creando un effetto a catena. È un promemoria del fatto che, anche senza un pieno supporto istituzionale, il cambiamento è possibile quando le persone sono motivate e informate.
Che consiglio daresti agli insegnanti che vogliono portare l’educazione al clima in classe?
Credo che sia importante cercare risorse. Teach For All ha alcune risorse molto interessanti sul loro sito web. Non c’è bisogno di partire da zero. Se l’insegnante ha un’idea originale, è fantastico; altrimenti, può iniziare con queste risorse e adattarle al proprio contesto. Per esempio, se un insegnante trova un’ottima risorsa sull’educazione al clima dal Pakistan, può adattarla per inserirla nel contesto del proprio Paese.
Come è cambiato il tuo punto di vista rispetto a quando hai iniziato il progetto?
Quando abbiamo iniziato il progetto, pensavo che il nostro impatto sarebbe stato molto limitato e che questo argomento sarebbe stato difficile da assimilare per i bambini, dato che è molto scientifico per sua natura. Ma strada facendo, ho capito quanto si può ottenere attraverso piccole iniziative e il coinvolgimento in classe, e quanto gli studenti diventino informati quando l’insegnante è un esempio per loro. Ho anche imparato che piccoli passi, come gli studenti che formano un club sul clima o un insegnante che include l’argomento climatico in classe, possono portare a cambiamenti significativi nel tempo. Questa esperienza ha spostato la mia prospettiva, dall’aspettare soluzioni dall’alto a credere nella forza d’impatto dal basso
Yasmina Noureddine
Alumna – Teach For Lebanon


