Scuola (è) Comunità
Contrastare la segregazione scolastica attraverso reti territoriali, ascolto e leadership collettiva
Lorenzo Scarabattoli è un Alumno di Teach For Italy e oggi lavora come formatore per Enaip Piemonte. In questa intervista ci accompagna alla scoperta di Scuola (è) Comunità, un progetto che ha preso forma nella Circoscrizione 6 di Torino per rispondere in modo sistemico alla segregazione scolastica.
Attraverso un lavoro di rete tra istituzioni, terzo settore e scuole, questo progetto si propone di valorizzare le risorse esistenti nei quartieri di Barriera di Milano e Falchera, superando la logica degli interventi frammentati e temporanei. In questo processo il contributo della comunità di Teach For Italy si innesta in un percorso più ampio, un percorso fatto di ascolto e analisi attraverso una progettazione condivisa e partecipata.
Con Lorenzo parliamo di sfide e opportunità, del valore delle relazioni e di come, anche fuori dall’aula, il ruolo degli Alumni di Teach For Italy possa contribuire a trasformare il sistema educativo partendo dal territorio stesso.

Come nasce il progetto “Scuola (è) Comunità” e quali bisogni intende rispondere nel contesto specifico della Circoscrizione 6 di Torino?
Il progetto Scuola (è) Comunità nasce dall’esigenza di contrastare la segregazione scolastica in cinque scuole dei quartieri Barriera di Milano e Falchera: Ilaria Alpi, Gabelli, Da Vinci-Frank, Bobbio Novaro ed Ennio Morricone. Sono scuole piene di risorse che vivono in una realtà molto complessa e che spesso subiscono gli effetti di una narrazione negativa a causa delle sfide sociali presenti nel loro territorio. “Scuola (è) comunità” mira a contrastare questa narrazione e quindi raccontare la ricchezza culturale e di progetti che queste scuole offrono e a mitigare gli effetti che possono tradursi in svantaggio educativo offrendo più risorse alle scuole in una prospettiva di equità.
Qual è il tuo ruolo all’interno del progetto e come l’esperienza nella rete di Teach For Italy ha influenzato il tuo approccio?
Il mio ruolo all’interno del progetto è quello di creare e solidificare, nel caso siano già esistenti, le relazioni tra gli enti del terzo settore del territorio e le scuole. Uno degli obiettivi di questo primo anno di lavoro è stato quello di organizzare dei focus group per raccogliere i punti di vista degli enti sulle sfide, i bisogni e le risorse del quartiere e delle scuole coinvolte nel progetto. Teach For Italy ha influenzato il mio approccio sotto vari punti di vista: quello più rilevante è l’attenzione al territorio e il coinvolgimento degli stakeholder in ottica di una leadership collettiva.
Quali sfide e opportunità hai riscontrato nel lavorare con scuole e territori ad alta complessità educativa?
Barriera di Milano e Falchera sono quartieri caratterizzati da una forte componente associativa: molte realtà lavorano per migliorare il territorio e supportare famiglie, studenti e studentesse nelle difficoltà quotidiane legate al mondo della scuola e dell’inclusione. Tuttavia, si fatica ancora a creare una voce unica e compatta di tutte le realtà, non esiste una strategia comune che aiuti a individuare le aree su cui lavorare e rendere continuativi i progetti che gli enti propongono al territorio. Un’opportunità è proprio la bellezza che emerge dalla cura che le scuole e le varie associazioni mettono nel proprio lavoro: “Scuola (è) Comunità” vuole raccontarla e supportare tutti i vari attori a creare degli strumenti che li possano aiutare ad amplificare il proprio impatto rendendolo sistemico.
Che tipo di collaborazione è stata attivata tra le scuole e la “comunità educante”? Quali strategie si stanno rivelando più efficaci per contrastare la segregazione scolastica?
Il primo anno di progetto è servito a individuare i bisogni e ad analizzare le risorse e le caratteristiche delle scuole e del territorio. L’Università di Torino ha svolto un lavoro minuzioso e preziosissimo di analisi necessario a proporre attività che siano realmente utili al territorio e alle scuole e che non siano calate dall’alto. Tutti gli stakeholder del progetto hanno proposto alle scuole delle attività e dei laboratori che rispondessero alle necessità emerse dall’analisi sopra citata. La tipologia di collaborazione che si è sviluppata è quindi di ascolto reciproco e di analisi, un continuo work in progress che ci mette in condizione di calibrare con attenzione le opportunità da offrire alle scuole e al territorio.
Che valore ha per te, oggi, contribuire a un progetto come questo come membro della comunità di Alumni di Teach For Italy?
Teach For Italy mi sta dando la possibilità di conoscere le realtà educative che ruotano attorno al mondo scolastico, capire come lavorano e quali risorse possono offrire alle singole scuole. Grazie a questo progetto sto inoltre creando e coltivando nuove collaborazioni che possono impattare positivamente sulle scuole del territorio. Allo stesso tempo, lavorare in un’iniziativa così complessa e con degli obiettivi così alti, come il contrasto alla segregazione scolastica, mi mette quotidianamente alla prova, dandomi la possibilità di crescere professionalmente. Il valore di tutto questo non è misurabile e acquisisce ancora più bellezza e valore se si considera la responsabilità che deriva dall’essere membro della comunità di Alumni di Teach For Italy.
Lorenzo Scarabattoli
Alumno 2022 – Teach For Italy
Formatore Enaip Piemonte


