Dall’aula in Italia al team di Teach For Portugal
Cosa succede quando una Fellow di Teach For Italy porta la propria visione oltre la scuola italiana?
Dalla Summer School in Portogallo a una nuova tappa del proprio percorso professionale nel mondo educativo: la storia di Lidia Selmi, Alumna 2021 di Teach For Italy, è il racconto di una leadership educativa che ha attraversato i confini.
Nel corso dei suoi due anni di Fellowship in Italia, Lidia ha avuto l’opportunità di svolgere un tirocinio estivo presso Teach For Portugal. Grazie a quella esperienza ha scoperto un contesto nuovo, in cui ritrovare, con altri strumenti e punti di vista, lo stesso desiderio di cambiamento che l’aveva portata a insegnare. Un’esperienza che si è rivelata trasformativa, tanto da segnare l’inizio di una nuova fase della sua carriera. Oggi Lidia è Programme Manager nel Team pedagogico di Teach For Portugal.
In questa intervista riflette riguardo affinità e differenze tra i sistemi educativi portoghese e italiano, sul significato di “fare leadership educativa” oltre la classe e su cosa significhi sentirsi parte di una rete internazionale come quella di Teach For All. Un viaggio che parla di connessioni, possibilità e di un impegno che supera i confini mantenendo come missione quella di rendere l’educazione più equa e trasformativa per tutti e tutte.

Dal tirocinio estivo al ruolo di Tutora pedagogica, com’è nato e cresciuto il tuo legame con Teach For Portugal?
Durante la Fellowship di Teach For Italy ho svolto il tirocinio estivo presso la Summer School in Portogallo, con il ruolo di Tutora pedagogica. Il tirocinio prevedeva cinque settimane in presenza, durante le quali avevo il compito di seguire lo sviluppo pedagogico e personale di un piccolo gruppo di partecipanti. Ricordo ancora l’emozione della cerimonia di chiusura della Summer School, quando ho consegnato i certificati alle mie prime Fellow!
È stata un’esperienza così ricca e formativa che ho subito pensato quanto sarebbe stato bello poterla vivere più a lungo. Sono sempre stata affascinata dall’idea di conoscere e vivere nuove esperienze e culture, e ho voluto raccogliere la sfida di lavorare in un contesto fuori dall’Italia. Ho quindi mantenuto i contatti con Teach For Portugal, esprimendo il mio interesse a far parte dello staff. Si sono poi aperte nuove posizioni e sono riuscita a entrare come Tutora pedagogica per l’anno in corso!
Ciò che è stato più evidente e stimolante, nei primi mesi di Fellowship e rinnovato ad ogni incontro in piccolo o grande gruppo, è l’essere parte di un sistema trasformativo, internazionale, che ha formalizzato la necessità di tornare a rendere la scuola pubblica un luogo di crescita e riscatto.
Quali similitudini e differenze hai riscontrato tra il contesto educativo portoghese e quello italiano?
A livello macro, sono rimasta positivamente sorpresa dall’organizzazione scolastica in Portogallo. Le scuole sono strutture ampie, con cortili, campi sportivi, un bar e una mensa per studenti e docenti. Esiste sempre una sala insegnanti spaziosa, che favorisce davvero la collaborazione e la convivialità.
Gli alunni, fino ai 18 anni, restano a scuola tutto il giorno, impegnati anche nel pomeriggio in lezioni o attività ricreative. Ritengo che questo sia un enorme punto di forza.Tuttavia, guardando più da vicino… le sfide educative sono molto simili a quelle che conosciamo in Italia: precarietà del corpo docente, mancanza di insegnanti nelle zone più remote, utilizzo limitato di metodologie inclusive, emarginazione di alunni stranieri, e ancora scarsa inclusione degli studenti con disabilità… Sul tema della disabilitá, per quanto in Italia siamo ancora lontani da essere considerati inclusivi, siamo maggiormente organizzati e ci sono piú risorse e docenti specializzati per supportare lo sviluppo degli alunni.
Che cosa significa per te oggi “fare leadership educativa” nel ruolo che ricopri?
Questa domanda mi fa riflettere molto sul perché ho scelto di intraprendere il percorso come Tutora pedagogica in Teach For Portugal. In Italia ero insegnante, ma sentivo di non riuscire ad avere l’impatto ampio che desideravo.
Il mio sogno è influenzare il maggior numero possibile di adulti (Fellow, insegnanti, educatori, genitori) mostrando loro pratiche educative inclusive e supportandoli nel loro lavoro quotidiano.
Oggi, per me, fare leadership educativa significa esattamente questo. E, in parte, sento che ci sto riuscendo!
Guardando al futuro, cosa ti porti dietro da Teach For Italy e cosa sogni per l’educazione in Europa (e oltre)?
Mi sento estremamente fortunata ad aver incontrato Teach For Italy, ad aver conosciuto colleghi meravigliosi e per essere stata inserita nella rete di Teach For All.
Proprio qualche giorno fa ho concluso la DEI (Diversity, equity, and inclusion) Advocates Fellowship di Teach For All e continuo a iscrivermi a formazioni offerte dalla rete.
Essere parte della rete mi aiuta a non perdere di vista la mia visione e a mantenere vivo il senso di possibilità, che a volte può venire meno di fronte a conversazioni o situazioni spiacevoli vissute nelle scuole o in altri contesti.
Per l’educazione in Portogallo, così come in Italia, sogno un’inclusione sempre più normalizzata: vorrei che i temi DEI non fossero solo oggetto di una formazione occasionale, ma diventassero la base di ogni lezione e attività. E sogno anche (in grande!) che la scuola diventi davvero un luogo di benessere per alunni e insegnanti, dove entrambi abbiano voglia di andare ogni mattina e dove si sentano accolti e riconosciuti.
Lidia Selmi
Alumna 2021 – Teach For Italy


